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L’Intesa Programmatica d’Area dell’Alto Vicentino scende in campo contro la chiusura del Tribunale di Schio. In occasione dell’ultima seduta del Tavolo di concertazione generale, che si è svolta a Valdagno venerdì 18 novembre, i vertici dell’IPA, che ben rappresenta tutte le forze in gioco nel territorio altovicentino, hanno deciso d’intraprendere specifiche linee d’intervento volte ad affermare la netta contrarietà verso la recente Legge Delega al Governo 148/2011. Approvata dal Parlamento contestualmente alla manovra economica straordinaria dello scorso agosto, questa normativa decreta la “riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari”, prefigurando quindi la possibilità di perdere molte strutture giudiziarie decentrate sulla nostra area, a partire proprio dal distaccamento scledense del Tribunale di Vicenza e dalle sedi locali del Giudice di Pace di Schio, Thiene e Valdagno.
L’IPA dell’Alto Vicentino, coordinata dalla Fondazione Palazzo Festari, ha così affidato la regia di un’azione congiunta a difesa del Tribunale di Schio ad un comitato ristretto di attori, composto da Alberto Neri, Luigi Dalla Via e Maria Rita Busetti, rispettivamente Sindaco di Valdagno, Schio e Thiene, Laura Dalla Vecchia, Vittorio Vencato e Giovanni Cavion in rappresentanza delle delegazioni vicentine di Confindustria, CNA e Confartigianato. Il Tribunale di Schio serve un bacino di popolazione di circa 220 mila abitanti, quando in Italia metà delle strutture decentrate fornisce servizio a territori con 100 mila abitanti e una cinquantina è addirittura sotto ai 50 mila. L’Alto Vicentino, poi, rappresenta la culla dell’industria con una densità d’impresa tra le più alte d’Italia e, di conseguenza, genera una domanda di servizi giudiziari ben maggiore rispetto a quella di altre aree. «Come dimostrano esperienze simili - sottolinea Alberto Neri, Sindaco di Valdagno - la distribuzione delle sedi non porterà ad alcun risparmio consistente. Non possiamo accettare una legge che non considera i dati oggettivi e le specificità territoriali, per cui chiediamo che al centro della questione sia posto l’obiettivo dell’efficienza del sistema, l’unico che può garantire benefici reali per le imprese ed i cittadini, che può attrarre investimenti anche dall’estero e generare occupazione».
Tra gli altri argomenti al centro della seduta dell’IPA, le nuove opportunità di finanziamento su iniziative e bandi europei e la proposta relativa ad un seminario di alta formazione dedicato agli amministratori, ai funzionari degli istituti territoriali e ai rappresentanti delle Parti economiche e sociali sul ruolo degli enti locali nell’ambito della nuova strategia “Europa 2020”. Di fronte alla persistente crisi finanziaria, infatti, l’Unione europea ha individuato un piano di riforme strutturali, entrato a regime nel 2011, che consente di raggiungere obiettivi comuni a tutti i Paesi europei con il sostegno di un articolato pacchetto finanziario per il settennio 2014-2020 che ammonta a mille miliardi di euro.
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